Massimo Turatto

Corso Bettini, 31 - 38068 Rovereto
tel. 0464 808673
massimo.turatto[at]unitn [dot] it
Area CUN: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche (11)
Settore scientifico disciplinare: PSICOLOGIA GENERALE (M-PSI/01)

Formazione

1995 Laurea in Psicologia (Tesi: Miopia e Attenzione), Università di Padova

2000 Dottorato di Ricerca in Scienze Cognitive (Tesi: Visual selective attention: saliency, focusing and change blindness), Università di Padova

2001 Posto doc presso il dipartimento di Psicologia Generale, Università di Padova

Carriera accademica ed attività didattica

1996-2000 Studente di dottorato, presso il dipartimento di Psicologia Generale, Università di Padova

1998-1999 Honorary Research Fellow, Institute of Cognitive Neuroscience, UCL, London, UK

2000-2001 Post doc presso il dipartimento di Psicologia Generale, Università di Padova

2002-2006 Professore Associato di Psicologia Sperimentale, Facoltà di Scienze Cognitive, Università di Trento

20006-presente Professore Ordinario di Psicologia Sperimentale, Facoltà di Scienze Cognitive, Università di Trento

Interessi di ricerca

I miei interessi di ricerca riguardano due ambiti:

1) Come si impara ad ignorare gli stimoli irrilevanti

2) La relazione tra motivazione e attenzione

Attività di ricerca

Abituazione: come impariamo a ignorare l'informazione irrilevante

La capacità di contrastare la distrazione è una caratteristiche cruciale che deve possedere un sistema cognitivo per assicuare un'efficiente interazione con l'ambiente. Tuttavia i meccanismi cognitivi e neurali sottostanti questa abilità rimangono poco chiari. L'obiettivo di questa linea di ricerca è studiare i mecchanismi cerebrali che consentono di filtrare i distrattori visivi, e di mostrare che a questo scopo il cervello usa meccanismi di abituazione, una forma di apprendimento ancestrale che condividiamo con altre specie animali

 

Attenzione e salienza motivazionale

Scopo del progetto è chiarire quali meccanismi di condizionamento sono responsabili di rendere stimoli inizialmente neutri potenti attrattori dell'attenzione, facendogli acquisire una forte salienza motivazionale. I nostri studi recenti hanno mostrato che una volta che uno stimolo ha acquisito salienza motivazionale questa proprietà è difficilmente azzerabile, il che rende questi stimoli autonomi nel guidare il comportamento. Chiarire i meccanismi cognitivi sottostanti può avere importanti implicazioni per la nostra comprensione dei processi implicati in diverse forme di dipendenza.

Allegati